Come si evolverà la comunicazione del futuro? La parola ai video personalizzati e interattivi

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La comunicazione dei brand nel corso degli anni ha assunto molte forme diverse ma tutte hanno da sempre avuto l’obiettivo di creare relazioni di valore con il cliente. Dai canali tradizionali offline ci si è spostati sempre di più verso quelli online, grazie alla loro caratteristica di umanizzare i brand e avvicinarli al proprio pubblico. All’interno del “mondo online”, uno strumento che negli ultimi tempi ha conosciuto fortuna è quello del video. Il potere del video è molto forte per la sua natura di creare uno storytelling dinamico che attiri e trattenga l’attenzione di chi lo guarda. Proprio per tale motivo, i brand dovrebbero creare video interattivi e personalizzati e tenerli come fiore all’occhiello della propria strategia di comunicazione.

La conferma dell’importanza dei video viene anche dal report 2019, realizzato da We Are Social in collaborazione con Hootsuite, in cui si afferma che il 92% della popolazione italiana guarda video online. Nell’analisi, inoltre, YouTube si conferma come principale piattaforma socialmente attiva a cui si aggiunge in terza posizione Facebook. Su quest’ultima piattaforma social, i dati dimostrano che i post contenenti video hanno un engagement rate dell’oltre 5%, un dato estremamente ambito da ogni social media manager!

I video possono diventare un potente strumento in mano ai brand per il grande gioco che è possibile mettere in atto in termini di personalizzazione e interattività: parlare direttamente con il pubblico a cui ci si rivolge e portarlo a compiere determinate azioni, attiva tutti i meccanismi emotivi di vicinanza al brand che la psicologia del consumatore individua come leve principali per la scelta decisionale. A questo si aggiunge la particolare propensione dell’essere umano a preferire immagini animate, soprattutto se guidate da un filo narrativo, a quelle statiche.

Ma cosa si intende per video personalizzato?

Un video personalizzato utilizza all’interno del proprio storytelling informazioni e dati vicine alla persona a cui è rivolto. In questo modo tutta l’architettura e lo script delle scene vengono dinamicamente articolati per offrire un’esperienza unica e perfettamente costruita sul fruitore del video. Il messaggio, le immagini, il tone of voice, la dimensione audio, le call to action, contribuiranno a creare un prodotto che sembrerà quasi cucito addosso all’utente. Questo genererà un sentiment positivo verso il video e, soprattutto, verso il brand.

Il ruolo dell’interattività come dimensione psicologica

Inserendo call to action all’interno della narrazione si otterrà un effetto “win-win” in quanto il brand sarà in grado di acquisire e raccogliere nuovi dati, mentre l’utente avrà la sensazione di guidare il percorso narrativo. Le call to action sono la delizia e la condanna di ogni campagna di marketing (digitale) in quanto la loro funzione, se ben costruita, risulta preziosa per quella che viene definita come la “conversione” dell’utente.

I video personalizzati e interattivi saranno la vera arma di marketing del futuro?

Probabilmente questo lo scopriremo solo vivendo e sperimentando, ma i buoni risultati raggiunti dalle aziende che lavorano in questo campo fanno ben credere che la comunicazione dei brand si orienterà sempre più verso questa direzione. Un esempio di successo è quello di Doxee, che con i suoi video personalizzati permette ad aziende di diversi settori di gestire la comunicazione verso clienti in modo nuovo e accattivante.  

Belli i video, ma i risultati?

Inutile dirlo, nel 2020 i brand devono essere guidati dai dati. Anche nel caso dei video personalizzati, infatti, è possibile definire e tracciare diverse metriche che consentano analisi successive, aggiustamenti e cambi di direzione. Questo conferma ancora una volta che l’inserimento della comunicazione video all’interno del piano di marketing avrà pari dignità delle altre leve, e, forse potrà addirittura portare a risultati (positivamente) inattesi.

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